È questo il diario di un “parroco di campagna” nella periferia del mondo: il Maranhao, uno degli Stati del Nord Est brasiliano.
Il missionario italiano si confronta con questa realtà e come sacerdote tra sotto-uomini spogliati di ogni cosa e come uomo proveniente dal mondo occidentale. L’autore denuncia la tragedia dei contadini e dei poveri di questo Stato. Una tragedia sociale quale ampliamento della tragedia umana. Il libro vuole essere un grido di dolore di sollevazione contro le diverse forme di oppressione e di disuguaglianza sociale.