Un convegno sull’adolescenza non è certamente una novità, ma un convegno in cui siano gli adolescenti stessi a raccontare di sé… e gli adulti ad ascoltarli… forse sì.
Questo approccio singolare ha volutamente capovolto la modalità classica che normalmente assegna agli adulti la funzione di parlare “degli” o “agli” adolescenti, per dare spazio e voce a chi storicamente non l’ha avuta se non attraverso la patologia o la devianza e restituire dignità ad un momento specifico del percorso umano, fermandosi a riflettere, in quanto adulti, sul rapporto che ci lega agli adolescenti.
Di qui la scelta di trasformare i consueti atti di un convegno in qualcosa di “inconsueto”; un libro-testimonianza, capace di amplificare e diffondere quelle voci che, in modo autentico, spesso toccante, hanno raccontato frammenti di vita e di società dalla parte degli adolescenti. Un libro testimonianza capace di rompere la cortina “delle tante parole” che gli adulti amano fare, per evitare di dar spazio ad un ascolto attento ai tanti messaggi e richiami che gli adolescenti inviano. Un libro-testimonianza, infine, capace di fare in tutti noi adulti, un po’ di posto all’adolescenza.
