In una società in cui troppo poco si insegna a far fronte alla sofferenza e se ne parla solo quando colpisce violentemente, gli autori mettono in rilievo le spinte oblative che ognuno ha in sé e che favoriscono una reciprocità di rapporti tra “colui che aiuta” e “colui che è aiutato”, e in cui il “dare” e il “ricevere” vengono a dissolversi quasi naturalmente. Tutto questo gli autori di questo libro lo presentano attraverso un vissuto che spazia su un arco molto esteso di situazioni, le più diverse; a qualsiasi età e in qualsiasi momento della vita si può rispondere alla chiamata, spesso senza parole, di chi ha bisogno, consapevoli che, aiutando gli altri, si va ben al di là del gesto contingente.