Gli argomenti trattati nel libro rivestono un significato di grande attualità nel particolare momento che stiamo vivendo di trasformazione delle strutture societarie. Alla base di questo cambiamento vi è l’attenzione verso il minore, che rimane coinvolto nell’evoluzione dei rapporti uomo-donna e nella trasformazione dell’istituzione familiare. Dalle certezze del passato, in cui si definivano nettamente i “ruoli” dell’uomo e della donna nella società, pur con le inevitabili discrepanze e problematiche contenute in una visione istituzionalizzata e consolidata, si è pervenuto, in modo quasi traumatico, ad una indeterminatezza di questi ruoli, in attesa della stabilizzazione in un più valido sistema di relazioni interpersonali, interiorizzate progressivamente dai vari strati sociali.
Il riflesso più appariscente di questa situazione di crisi e indeterminatezze compare nelle dinamiche evolutive del minore. Senza scendere a considerazioni psicoanalitiche che implicherebbero un discorso approfondito sull’indeterminazione dell’ “Io” del minore, in conseguenza della scarsa validità della strutturazione del “Super-Io” e della conseguente rimozione nel mondo dell’ “Es” di problematiche non risolte, si può tuttavia semplificare al massimo ammettendo che la mancanza di validi e certi modelli di identificazione in figure parentali stabilizzate, in ruoli ben definiti, crea o situazioni patologiche nel caso delle “nevrosi” oppure un’apparente normalità, conflittuale, con i segni appariscenti dell’auto o eteroviolenza ed aggressività.
Ed è questo il punto fondamentale discusso dagli autori dei tre saggi contenuti nel volume.
