Il libro è un’esperienza fra persone. È un mostrare ciò che accade fra e delle persone quando sono “lasciate a se stesse” a gestire la propria esistenza. È una testimonianza da una terra primordiale – la Sicilia – dove la psichiatria non ha messo radici, ma su cui aleggia e sparge il suo alito mortale.
Credo sia ragionevole affermare – scrive l’autore nell’introduzione – che nessun individuo può (o deve) avere il potere di determinare, con il proprio giudizio, la vita di altri individui. Credo sia giusto lottare affinché questo potere venga strappato dalle mani di sedicenti “scienziati della mente” liberando le persone dalla minaccia della psichiatria. Poiché la sostanza di ogni psichiatria è la stessa ovunque: un giudizio che decide del futuro, delle relazioni, dei pensieri, delle conoscenze, degli spazi, dell’intimità delle persone.
