Comportamenti sempre più “estremi” caratterizzano questo nostro momento sociale: prolificano malessere esistenziale e carenze di valori interpersonali che sfociano, spesso, in manifestazioni patologiche. Fra i comportamenti dell’eccesso e del difetto più emblematici l’autrice prende principalmente in esame quelli legati all’oralità e ci conduce, analizzando approfonditamente la problematica della “mancata assunzione dei propri limiti”, in una dimensione dove il momento comunicativo si pone, al posto delle tradizionali terapie, come “cura” per eccellenza di patologie quali anoressia e bulimia. Un giusto rapporto con il nutrimento, infatti, dipende spesso da una positiva comunicazione interpersonale. È dunque mediante l’uso del più vecchio e naturale dei farmaci – la parola – che possiamo prevenire e curare questi comportamenti “estremi”.
Attraverso la rilettura di alcune note fiabe per l’infanzia, l’autrice fornisce a educatori e genitori suggerimenti, schemi pratici, indicazioni puntuali che permetteranno loro di migliorare la propria comunicazione con bambini e adolescenti: lo scambio di amore-cibo potrà essere così più equilibrato ed armonico per evitare, nel prossimo futuro, un numero di adulti sempre più “eccessivi”.
