Il volume, di taglio e di impostazione sociologica, si occupa di etica (valori), di logica, di metodo, di metafisica, di mistica, di epistemologia, di tecnica, di sociologia del sapere al fine di stabilire i nessi, i ponti che dovrebbero definire i rapporti fra la sociologia, la sua identità polivalente ed articolata in sub-aree (teorica, empirica, pratica) e queste discipline ad essa collaterali o apparentemente estranee, ma di fatto e necessariamente interagenti con ogni forma di conoscenza e con quella sociologica in particolare. Più che approfondire lo specifico degli ambiti euristici richiamati, lo scopo del libro è semplicemente quello di suggerire alcune mappe cognitive in grado di collocare il nostro sapere particolare nel contesto del sapere umano in modo da capire cosa significa fare scienza rigorosa e, nello stesso tempo, non essere scientisti.
La meta che il libro si propone è dunque quella di dimostrare come sia possibile essere oggettivi e cercare di raggiungere la verità sociologica senza timori reverenziali rispetto agli altri tipi di scienze (da cui siamo diversi) e senza aver paura di usare un termine così impegnativo e “sacrale” come quello di “verità”.
