Il volume contiene racconti non particolarmente elaborati a posteriori relativi all’esperienza dei volontari nella cooperazione internazionale. C’è una grande varietà di modi di scrivere, di pensare, di vedere, in questo lavoro dei volontari. Una cosa li accomuna: il chiaro superamento di una concezione del mondo costruita come se questo dovesse essere diviso sempre in nazioni o animato solo da istinto di rivincita da parte dei più poveri contro i più ricchi.
L’ottimismo dei volontari è destinato a raccogliere questa sfida. La cooperazione è il terreno sul quale si misura già oggi la capacità di intendere il futuro. A questo punto l’internazionalismo dei principi potrebbe avverarsi come spirito vincente. Lo scambio umano globale – trasmigrazioni, integrazioni razziali, intrecci culturali. Dovrebbe diventare la tessitura prevalente nello spirito dell’epoca, riducendo quello commerciale a puro supporto. Il volontariato potrà prendere il posto, fin d’ora, di ciò che è stato ancora in tempi a noi presenti la scelta di una missione religiosa o di un compito politico di servizio umano; e diventare norma pacifica di comportamento morale di una civiltà essenzialmente diversa. Ci vorranno forse altri cento anni, ma ci si arriverà.