L’indagine storica nella prospettiva della descolarizzazione conduce l’Autore a Socrate, Rabelais e Cartesio, accumunati dall’esigenza di liberare l’educazione e la cultura scolastica da ogni motivazione estranea alle esigenze della persona, considerandoli gli antesignani dei descolarizzatori, accanto ai moderni Rousseau, Tolstoj, Roorda, precursori più diretti dei contemporanei più radicali, quali Illich e Reimer. L’analisi di alcuni pedagogisti ed educatori del passato si intreccia nell’approfondimento di tematiche emergenti nel dibattito attuale, confortando la tesi dell’Autore secondo la quale la descolarizzazione è una costante più o meno esplicita della storia della nostra civiltà, da intendere come critica o polemica contro il tradizionalismo, l’intellettualismo, il verbalismo. I descolarizzatori vengono così idealmente accostati a tutti gli “innovatori” che, nel corso dei secoli hanno cercato di rispondere agli antichi, ma sempre nuovi, problemi dell’educazione delle persone.