ARMI ITALIANE IN IRAK
Il testo contiene un’inchiesta, portata a termine da Elio Pagani dipendente dell’Aermacchi, in cassa integrazione perché pacifista, riguardante informazioni provenienti da fonti ufficiali e pubbliche mai smentite. L’invasione irakena del Kuwait ha radici profonde. Giustamente si lamenta la violazione di un diritto internazionale, ma, più che da questo, il livello della reazione dipende dalla minaccia agli interessi petroliferi dell’intera area. Per questo si è presentato Saddam Hussein come novello Hitler, dimenticando il supporto datogli nei suoi precedenti crimini: quando invadeva l’Iran, o sterminava migliaia di curdi attraverso l’uso dei gas nervini. Prima, durante e dopo queste nefandezze l’URSS, la Francia, l’Italia e l’USA ed altre decine di Paesi hanno continuato ad armare come affidabile amico, come galantuomo colui che è ora dipinto come pericoloso criminale di guerra.

Copertina mancante.



