L’origine del libro va fatta risalire a un seminario interdisciplinare che ha raccolto studiosi di competenze e interessi diversi presso il Centre d’Ètudes Bioèthiques dell’Università Cattolica di Lovanio, per uno scambio approfondito. Il lavoro del seminario è stato successivamente approfondito e amalgamato da Jean-François Malherbe e da Sergio Zorrilla, che hanno redatto i primi tre capitoli del libro: L’universo intersoggettivo dell’Aids, dedicato a una illustrazione delle relazioni interpersonali nel contesto dell’Aids; L’Aids e la crisi dell’etica medica, che tenta una ricostruzione dell’etica medica a partire dalla crisi che essa conosce con la diffusione dell’epidemia; L’Aids e la crisi sociale del soggetto contemporaneo, che riflette in modo più globale sul rapporto fra i significati centrali delle nostre società e la realtà dell’Aids. A questo nucleo originario si è aggiunta una riflessione ulteriore di Sandro Spinsanti: L’Apporto sociale di un’etica religiosa, che colloca il fenomeno AIDS all’interno di quell’orizzonte di senso e di azione costituito dalla religione.
Sottraendosi alla seduzione di un’etica passibile di immediato travaso nei media, gli autori hanno condotto una riflessione rivolta anzitutto a capire la singolarità dei problemi posti dalla malattia: al cittadino e al credente, al medico e alla società. Si sono tenuti lontani dalle soluzioni, soprattutto da quelle facili che presuppongono un’irresponsabile semplificazione dei problemi. Hanno piuttosto voluto circoscrivere il terreno d’incontro fra l’interrogazione individuale e quelle collettive, provenienti dalle professioni sanitarie, dalle misure di ordine pubblico a tutela della salute, dalla prassi della fede cristiana.
