Storicamente l’informazione ha sempre giocato un ruolo di fondamentale importanza per la dinamica delle grandi questioni sociali. Nell’agire strategico dei gruppi di interesse, infatti, e al di là di quanto comunemente ritenuto, un ruolo primario è stato svolto dalle forme della reciproca comunicazione e dalla capacità con cui essi sono riusciti a guadagnare il consenso della pubblica opinione ai rispettivi programmi di mobilitazione. Ciò è tanto più vero per un tema quale quello dell’immigrazione che vede intrecciati, in modo stringente, e spesso pericoloso, contraddizioni sociali ed antichi archetipi dell’identità nazionale, culturale e religiosa di un paese. Ed così che molti dei più gravi pregiudizi, alla base delle ripetute tensioni sociali che hanno costellato la storia dell’immigrazione, appaiono spesso frutto di vere e proprie manipolazioni della realtà qualitativa e quantitativa di questa moderna e delicatissima questione sociale. Oggi, come forse mai in passato, è dunque utile e giusto tenere da conto il pregiudizio ideologico per cercare di vagliare nel modo più obiettivo e realistico la dinamica di un fenomeno che accompagnerà il nostro paese ben oltre la soglia del III Millennio.
