I problemi, le difficoltà, il sentire dei bambini immigrati in una ricerca sul campo nelle scuole di Roma, sono al centro del volume.
Parlano i bambini, i genitori, gli insegnanti su un problema, l’educazione dei piccoli immigrati, ignorato dal grande pubblico ma ricco di implicazioni sociali, culturali, di convivenza civile e solidale. E si scopre una scuola impreparata ad affrontare il problema, priva generalmente di direttive e di strutture, obbligata ad affrontare il primo dei problemi, la lingua di prima comunicazione con i piccoli, affidandosi alla buona volontà dei docenti.
Ma attraverso le parole dei bambini, spesso di rara e sconvolgente efficacia, si scoprono i drammi delle incomprensioni culturali e religiose e talvolta del razzismo.
Una ricerca che, con l’immediatezza della parola e la sistemazione dello studioso, è una delle più documentare e toccanti denunce sulla condizione difficile dell’infanzia degli ultimi in una società già multirazziale e multiculturale ma con strutture, modi di pensare, atteggiamenti eurocentrici e sostanzialmente uniculturali.