L’opera fornisce un quadro dei problemi che riguardano il nuovo processo penale e il minorenne. Essa dà risposte alle questioni di carattere giuridico, psico-sociologico e criminologico, sotto gli aspetti tanto teorici quanto pratico-operativi.
Il nuovo processo penale viene ricostruito in una visione sistemico-relazionale che presta specifica attenzione alle comunicazioni e alle interazioni che si instaurano e si sviluppano tra tutti i soggetti del processo. Questo, poi, viene correlato al sistema sociale attraverso l’esame dei diversi flussi comunicativi, soprattutto quelli riconducibili ai Servizi sociali locali. Specifica attenzione è dedicata alle strategie processuali, con particolare riferimento al pubblico ministero e alla difesa. Viene riservata una attenta analisi ai procedimenti speciali ed alle caratteristiche del tutto peculiari riscontrabili nell’udienza preliminare minorile nonché ai rapporti ed agli assetti intercorrenti tra le molteplici formule terminative del giudizio. Un larghissimo spazio è attribuito agli istituti dell’irrilevanza sociale del fatto e della sospensione del processo con messa alla prova nonché alle problematiche riguardanti la mediazione-conciliazione tra vittima ed autore del reato, considerata la loro assoluta novità nell’ordinamento giuridico italiano. Un posto preminente viene attribuito alla giurisprudenza della Corte Costituzionale, alla luce della quale vengono esaminati numerosi problemi di legittimità delle nuove disposizioni anche con riferimento alla legge delega e ai rapporti tra processo penale minorile e codice di procedura penale. Sono costanti i riferimenti alle direttive e alle esperienze internazionali. Una rilevante attenzione è posta ai problemi operativi della Polizia giudiziaria e dei Servizi sociali giudiziari e locali.
