La crescente competitività, il narcisismo collettivo, lo spreco istituzionalizzato, l’indifferenza per ciò che accade al di là del proprio privato lasciano dietro di sé le proprie vittime, una società nella società, che spesso preferiamo non vedere e di cui preferiamo non parlare”. Le “vittime”, la “società nella società” di cui parla il Presidente dell’ISPES, Gian Maria Fara, nel suo intervento, sono i soggetti più deboli di ogni contesto sciale: tra loro i giovani, qui considerati nei diversi ambiti, dal mondo scolastico e del lavoro, a quello delle istituzioni, del tempo libero, della sessualità e della religione.
Il declino dell’ereditarietà, l’affermarsi dei nuovi valori consumistici, l’esaltazione del presente come unica dimensione temporale valida, la conseguente assenza di progettualità, sono tutte tendenze emerse con chiarezza nei diversi aspetti analizzati da questa indagine realizzata dall’ISPES d’intesa con il Movimento Giovanile DC. Se però, da un lato emergono queste come tendenze più appariscenti, dall’altro si scorgono segnali nuovi che vanno verso una diversa ricerca di senso. Gli anni ’90 potrebbero essere proprio quelli del nuovo impegno, del rifiuto, della voglia di riappropriarsi del proprio tempo in un’ottica di presenza e non di assenza. Da questi piccoli spunti, da queste “realtà silenziose”, il libro lancia un’idea sui giovani di domani.