Il libro, indirizzato ai bambini della scuola elementare, si propone di prevenire l’uso della droga rendendo espliciti e passibili di discussione i meccanismi profondi per cui alcuni ragazzi possono essere considerati “ad alto rischio”.
Si tratta di un racconto tutto illustrato indirizzato ai bambini, per i quali è, generalmente, ancora lontano il “problema droga” vero e proprio, ma è invece estremamente attuale la presenza di pulsioni negative (fobie, angoscia, solitudine, incapacità di affrontare una sconfitta, meccanismi di rimozione ecc) che in futuro potrebbero tradursi in scelte auto-distruttive.
Per facilitare al massimo la possibilità di immedesimarsi nei protagonisti del racconto vengono usati il tempo presente, e il discorso diretto, due elementi che invitano immediatamente alla drammatizzazione.
L’elemento “magia” presente nel racconto (il filtro magico) non è negativo in sé (è noto che il mondo fantastico del bambino è molto più concreto di quello dell’adulto), ma lo diventa qualora la tendenza a rifugiarsi nella sfera magica nasconda un’incapacità ad affrontare il mondo reale; in realtà nei bambini cosiddetti “normali” i due mondi convivono ma non si confondono. L’esempio più tipico è quello delle “paure” infantili: se la paura deriva da un pericolo reale, essa è giusta e utile; se invece il pericolo è immaginario (la paura del buio, quella di non essere accettati, la paura di perdere ecc., le fobie in genere) il rischio è quello di cercare scampo in un rifugio altrettanto immaginario.