Alla vigilia immediata dell’inizio della campagna politica che ha portato alla nuova legislazione sulla droga (D.P.R. n. 309, 9 ottobre 1990) a Nocera Inferiore ebbe luogo un incontro tra operatori culturali e scolastici locali, esponenti delle istituzioni politiche regionali e dell’amministrazione scolastica centrale, nonché figure di primo piano, a livello nazionale, nella lotta che, a livello di società civile, si va conducendo contro la droga. Gli organizzatori erano interessati a interrogare gli invitati su strategie e tecniche per raccordare meglio la scuola con le altre istituzioni che offrono servizi sul territorio: insomma a far sì che l’integrazione nel sistema dei servizi raggiungesse un livello accettabile, con conseguente efficacia, anche in un’area della provincia meridionale che si presenta economicamente, culturalmente e urbanisticamente degradata, e quindi interessata da massicci fenomeni di marginalità sociale. L’obiettivo iniziale di questa ricerca è stato però di fatto aggirato e il dibattito si è spostato sulla prevenzione, e in particolare sul ruolo della solidarietà in funzione di questa: con una suggestiva anticipazione di quello che sarebbe accaduto nei due anni immediatamente successivi. Anziché sull’integrazione dei servizi, la ricerca ha finito per avere ad oggetto il ruolo della solidarietà tra contesti emotivamente significativi (famiglia, comunità, gruppo amicale, ecc.) istituzioni pubbliche (scuola, servizi sanitari e sociali, ecc) e società aperta. Con tutte le determinazioni che questo discorso può ricevere avendo come retroterra un’area di sottosviluppo.
