Tanti italiani hanno riso leggendo i testi di bambini napoletani raccolti e assemblati da un maestro che ha fotografato, con qualche manipolazione, la loro drammatica realtà senza intervenire per cambiarla. È un ‘Italia che non conosce i bambini, o che ha dimenticato la propria infanzia, o l’ha rimossa perché crea problemi.
Ma c’è un’altra Italia che non ride alle spalle dei bambini, che dedica ai bambini cure, studi, attenzione: sono genitori, educatori e amministratori della cosa pubblica.
Il libro intende contribuire alla conoscenza dei bambini di oggi che hanno accanto a sé genitori, insegnanti o comunque persone che li rispettano e li aiutano ad esprimersi.
I testi, intesi come testimonianze, sono raggruppati in cinque parti: l’io, la famiglia, il mondo, la natura e la fantasia. Essi sono formalmente corretti perché nel momento in cui sono stati prodotti l’adulto (genitore o insegnante) ha aiutato il bambino ad esprimere fedelmente il suo pensiero e i suoi sentimenti.
Le pagine di questo libro vanno lette come il documento di una realtà in evoluzione, della cultura dell’infanzia come parte integrante della cultura del nostro mondo.
