IL PROBLEMA DELLA GUERRA E LE VIE DELLA PACE
Con la prepotenza dei fatti che assediano la nostra vita, la guerra torna periodicamente ad imporsi come parte mai eliminata o risolta della civiltà dell’uomo; e se ne continua a discutere con argomenti vecchi di secoli (la guerra come male minore, la guerra per una giusta causa, la guerra difensiva), dimenticando che la minaccia di una distruzione totale dell’umanità che incombe sui conflitti dopo Hiroshima e la corsa agli armamenti nucleari ha dato al dilemma tra pace e guerra una drammaticità senza precedenti. Se la posta in gioco è la sopravvivenza dell’uomo, occorre costruire l’impossibilità della guerra, isolando i germi bellicisti che ancora proliferano nella nostra società e imparando a risolvere i conflitti con le armi incruente della ragione; ma se l’eliminazione totale della violenza non sia credibile, e non sia possibile la pace, si tratterà allora di scegliere la via più realistica di un “pacifismo istituzionale” che demandi a superiori organismi di controllo la soluzione pacifica dei conflitti o quanto meno la limitazione e la regolazione della violenza. È un “dovere dell’intelligenza”, un impegno in difesa dell’uomo che trova in Norberto Bobbio la sua più lucida espressione.





