Nel campo dell’handicap abbiamo assistito, negli ultimi anni, ad una sorta di rivoluzione copernicana, che ha trasformato tutti i parametri di riferimento: dalle concezioni scientifiche all’atteggiamento culturale, dalle iniziative legislative alle possibilità operative. Una trasformazione di questa portata richiede quindi il riesame di tutta la complessa realtà che va sotto il nome di handicap, se davvero vogliamo comprendere quale sia il suo futuro e, soprattutto, cosa possiamo e cosa dobbiamo fare”.
È la premessa di Adriano Ossicini a quest’opera che si ripropone di rispondere, in particolare, a tre domande fondamentali: che cosa significa handicap che cosa si sta facendo, che cosa si potrà fare. Secondo l’autore le differenze non si cancellano con un tratto di penna. “Quando ci sono, ne dobbiamo prendere atto, le dobbiamo accettare, se vogliamo fare qualcosa…” Ma accettare, per Adriano Ossicini, non significa subire. “Significa guardare una cosa per quello che è, perché questo ci consente di iniziare a trasformarla realmente”.
