La proposta di una nuova prospettiva teorica in pedagogia richiedeva di prolungarsi anche in ordine ad alcuni aspetti concreti del “fare educativo”; i riferimenti che vengono a questo proposito privilegiati sono quelli all’irruzione dei media e di nuove strutture del sapere sulla scena della trasmissione culturale, all’istituzione scolastica e a una concezione meno riduttiva della didattica, elaborazione “clinica” degli spetti latenti della formazione nelle sue varie accezioni odierne trasversalmente considerate. Non si tratta peraltro dell’esemplificazione di tre campi possibili di “applicazione” di un “modello” di pedagogia critica, quando piuttosto della prosecuzione di un’interrogazione teorica radicale direttamente incentrata su aree determinate di effettiva operatività pedagogica. È in questo senso che tutti e tre i saggi presentati nel volume dovrebbero poter costituire un contributo mirato a delineare alcune dimensioni specifiche per il ruolo di pedagogista come intellettuale, ricercatore e operatore di alto profilo professionale nelle istituzioni e nella più ampia vita sociale. Ed in questo senso, nel contempo, che essi intendono rappresentare un approfondimento epistemologico ulteriore intorno al problema dell’identità della pedagogia come ambito disciplinare autonomo.