Lo studio illustrato nel volume parte dal principio che la verità biblica non è solo contemplanda ma anche facienda, cioè “da realizzare”; e realizzando la verità, non solo si attinge luce, ma anche la si accresce. Applicando questo principio alla chiesa “che si edifica nella carità”, si propone di cercare e mostrare nel volontariato “un dirsi” e “un farsi” che, essendo “gratuità e dono di sé per gli altri”, può essere preso come modello emblematico del farsi della società nella solidarietà, ma anche del farsi della chiesa nella carità (volontariato “profezia” di ciò che la chiesa è chiamata a essere, in una teologia pastorale animata dalla carità). Dopo aver delineato gli orizzonti e le coordinate storiche che hanno visto il sorgere del fenomeno del nuovo volontariato sia in campo sociale e culturale che ecclesiale e dopo aver cercato di tracciare un identikit della stessa esperienza del nuovo volontariato attraverso i dati sociologici, l’autore di questo libro prospetta le linee di sviluppo e di approfondimento della cultura del volontariato (che poi è la cultura della gratuità, della solidarietà, della carità/agàpe, della coerenza attiva e impegnata tra fede e vita) perché diventi provocazione e icona di un domani qualitativamente diverso e per la società e per la chiesa.
In breve, il volontariato, che è uno dei più diffusi segni del cambiamento qualitativo e culturale presente nella realtà italiana, viene assunto sia come profezia laica per il mutamento della società, sia come profezia evangelica che interpella la stessa comunità ecclesiale dalla quale ha attinto motivazioni e spazi d’intervento.