LE BASI DELLA COMMUNITY CARE

    Sociologia delle relazioni informali di cura

    Le politiche di community care presentano due principali indirizzi. Il primo è quello di garantire il mantenimento (o il re-inserimento) delle persone deboli nelle comunità di appartenenza, attraverso la predisposizione di una rete articolata e flessibile di servizi formali, sia pubblici che privati.

    Dai vecchi approcci di cura basati su macrostrutture residenziali si è cercato di arrivare a servizi sociali tendenzialmente personalizzati, a misura d’uomo e ben innestati nei territori rispettivi. Questa strategia è stata prevalente negli ultimi anni, ma essa si è rivelata insufficiente di per sé sola, oltreché difficilmente sostenibile con l’acutizzarsi della crisi del welfare state.

    Ciò ha sollecitato un richiamo più diretto alla comunità, un esigenza ulteriore: stimolare il concorso della comunità stessa ad assicurare l’assistenza e gli aiuti necessari, valorizzando il contributo delle famiglie, del vicinato, delle reti di mutuo aiuto, del volontariato, ecc. Questa seconda accezione della community care – da intendersi propriamente come cura “da parte della” comunità – è certamente la più rilevante ma anche la più problematica da un punto di vista sociologico.

    Questo volume si chiede “dove” siano ancorate le moderne politiche comunitarie. Se una policy fissa le sue basi su concetti romantici e idealizzati, addirittura su immagini del passato, difficilmente potrà funzionare.

    La crisi dello Stato sociale (e particolarmente dei servizi alla persona di stampa burocratico-amministrativo o di stampo tecnico-specialistico) rende imprescindibile la community care. E tuttavia, se non si vuole che gli standard di benessere regrediscano, anziché aumentare, è necessario – sostiene Bulmer – che i policy makers e gli operatori sociali si rivolgano alla comunità e alle reti informali conoscendone a fondo non solo i presumibili punti di forza ma anche i limiti oggettivi.

    L’ipotesi di Bulmer è che – sebbene questo sia un processo faticoso, sia sul piano organizzativo che su quello psicologico – le cure debbano scaturire dall’intreccio fra componenti formali (professionali) e informali (comunitarie).

    Dettagli Libro

    • Autore

      Martin Bulmer

    • SottotitoloSociologia delle relazioni informali di cura
    • EditoreEdizioni Erickson
    • Collana/
    • Edizione1ª edizione
    • Anno1992
    • Pagine299
    • ISBN887946034
    • Linguaitaliano
    • Prefazione/
    • IntroduzionePierpaolo Donati
    • Copie1

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