Il Rapporto si concentra soprattutto sugli elementi di novità e sulle tendenze emergenti nei primi anni ’90, coincidenti con la gestione De Michelis del Ministero degli affari esteri. Di tale gestione si cerca di ricostruire sia i nuovi orientamenti programmatici, sia le priorità geografiche che si stanno affermando, sia infine gli strumenti adottati o previsti e il loro grado di coerenza con gli obiettivi dichiarati. I primi due capitoli, dedicati rispettivamente al rapporto tra politica estera e cooperazione (M.C. Ercolessi) e ai nessi politica d’aiuto–politica economica estera (J.L. Rhi-Sausi), cercano di rispondere a una duplice domanda: da un lato, se oggi si possa o meno parlare di un nuovo “modello” italiano di cooperazione allo sviluppo; dall’altro, se i nuovi orientamenti emergenti costituiscano un reale superamento, almeno tendenziale, dei limiti chiaramente manifestati dalla cooperazione italiana degli anni ’80 e una risposta adeguata e convincente alle sempre più complesse sfide dello sviluppo. Nel terzo capitolo S. Paternostro analizza l’andamento dei flussi d’aiuto italiani verso i Pvs, fornendo in particolare dati aggiornati sull’utilizzo di uno strumento come il credito d’aiuto di cui si dimostra la tendenza all’aumento rispetto ai doni. D. Fanciullacci, nel quarto saggio, presenta una sintesi ragionata della discussione sulla “macchina” del sistema cooperazione e suggerisce una serie di proposte, di metodo e operative, per migliorarne l’efficacia dal punto di vista delle finalità di sviluppo che si vogliono perseguire. I successivi capitoli sono dedicati ad analisi di casi che hanno ricevuto una particolare attenzione da parte dell’Italia. L. Alfaré e G. Cannata  esaminano l’operato della cooperazione italiana nel Sahel; M. Dowlatchahi analizza l’intervento italiano nel Maghreb e in Algeria, ormai ai primi posti delle priorità dichiarate della cooperazione italiana e la cui importanza si è ulteriormente accresciuta dopo la guerra del Golfo. L. Fringenti ricostruisce i problemi incontrati nell’attuazione di uno strumento innovativo come il Trattato di relazione associativa particolare tra Italia ed Argentina, con particolare riferimento all’aspetto di promozione degli investimenti e del ruolo delle piccole e medie imprese. Chiude il volume il saggio di V. Ianni che riassume i risultati di un’indagine empirica, condotta attraverso la distribuzione di un questionario sulle organizzazioni non-governative italiane.