Il libro riformula i presupposti su cui le scienze della cognizione si sono prevalentemente fondate. Le tesi sostenute sono le seguenti: la conoscenza non è rappresentazione del Mondo ma produzione di mondi. Il mondo non è dato; piuttosto, noi vi prendiamo parte attraverso il nostro corpo e le nostre azioni: un mondo dipende da un sistema cognitivo, non perché sia costruito arbitrariamente, ma perché è rilevante in quanto è inseparabile dalla struttura fisica e dalla storia di un sistema cognitivo. Ciò mette in discussione l’idea dell’esistenza di un’unica Verità. L’accento è spostato dalla verità alla vivibilità e, per quanto concerne l’etica, dalla ragione alla saggezza. Questa prospettiva, marginale nella nostra tradizione occidentale, è profondamente radicata in talune tradizioni orientali: buddhismo, taoismo, confucianesimo.
Francisco Varela, Evan Thompson e Eleanor Rosch sono scienziati cognitivi, filosofi influenzati dalla tradizione fenomenologica europea e profondi sperimentatori di quella conoscenza corporea che è la pratica buddhista della consapevolezza e della presenza.
Il libro è la sintesi di un nuovo orizzonte delle scienze cognitive; un’introduzione alla tradizione buddhista; un dialogo fecondo tra epistemologia e fenomenologia, cioè fra le due prospettive più contrastanti della filosofia occidentale del ventesimo secolo; ma è anche un dialogo fecondo fra tradizioni orientali ed occidentali, oggi ineludibilmente in contatto.
