Uno Stato malato, un’economia debole e una società forte: con questa asimmetria delle sue “mura portanti”, come potrà l’Italia affrontare gli sconvolgimenti politici ed economici che stanno trasformando il mondo? I vecchi miti, le ideologie, l’antagonismo di classe non forniscono più risposte alle richieste di coerenza, chiarezza di programmi, concretezza e qualità provenienti dalla società civile. Solo attraverso nuove regole potranno essere realizzate le forme di una possibile convivenza. Esse costituiranno un “nuovo contratto sociale” tra società e Stato, tra impresa e sindacato e tra il sindacato stesso e i suoi rappresentati.
Questo volume coglie effettivamente una questione essenziale e attualissima che tocca le società occidentali dopo gli sconvolgenti mutamenti intervenuti dal 1989 sulla scena del mondo. E la novità è consegnata anzitutto nel titolo: nuovo contratto sociale, nuovo accordo fondamentale, che esprime l’esigenza di rivedere appunto le fonti medesime dell’obbligazione politica e i tratti essenziali della convivenza. Il libro cerca di rispondere a questo dal punto di vista della storia recente e delle prospettive dell’esperienza sindacale, sia riflettendo sulle vicende che hanno sconvolto l’assetto del mondo sia facendo più specifico riferimento all’esperienza italiana e ai problemi particolari della nostra società.
