La società interculturale è il frutto di tensioni dialettiche che scuotono le certezze abitudinarie e mettono in funzione le energie primarie della ricerca profonda di senso che coglie i fermenti della storia e li inserisce in nuovi piani di sviluppo sociale. Si tratta di prendere consapevolezza della crescente interdipendenza tra i popoli e di saper coniugare nella solidarietà i valori della libertà e dell’uguaglianza.
L’educazione interculturale non può essere ridotta all’ambito dell’immigrazione come educazione “compensativa” del diverso, ma è educazione per tutti alla diversità.
La sfida è il passaggio dal multiculturale all’interculturale, dall’accettazione delle diverse culture ai processi di negoziazione e d’interfecondazione in un sistema educativo che, integrando le risorse dello scolastico e dell’extrascolastico, costruisce l’unità nella diversità.
Lo studio di Felice Rizzi ha il merito di proporre su questo tema un quadro di riflessione ricco di spunti tanto più validi in quanto inquadrati entro una robusta concezione filosofica dell’uomo, della società, della comunità internazionale e dello sviluppo.