L’autore con questa sua nuova opera di ampio respiro (in continuazione ideale con L’uomo planetario), si colloca nel cuore del dibattito attuale sulla crisi della modernità, senza cedimenti apocalittici, con un rigoroso ricorso alla ragione messa a confronto con i rivolgimenti avvenuti in questi ultimi decenni. E’ in crisi irreversibile il “moderno” inteso come paradigma di unificazione culturale dell’umanità. Sulla mappa planetaria sta emergendo una pluralità di soggetti non più riducibili o sintesi monistica. Superati finalmente i presupposti preumani dell’antagonismo, essi sono chiamati dalle sfide epocali, che minacciano la specie, a dar vita a un nuovo patto sociale di dimensioni planetarie che fondi la comunità mondiale la “cosmopoli”. Un vero manifesto per l’età “postmoderna”.
