La musica popolare italiana rappresenta un grande patrimonio culturale, sociale ed economico che va tutelato e valorizzato. Lo Stato ha scelto tuttavia di sostenere solo la musica lirico-sinfonica e concertistica abbandonando la musica popolare alle logiche selvagge del “mercato”. Non esistono perciò leggi che ne riconoscano la rilevanza culturale, né norme specifiche a tutela dei nuovi autori, interpreti ed esecutori, né regole e indirizzi per le professionalità e le imprese.
Il volume – che raccoglie gli atti del convegno “Il mio canto libero…” organizzato dal Dipartimento cultura della Cgil nel febbraio del 1991 a Sanremo – rappresenta l’unica testimonianza da cui sia possibile ricavare non solo una “radiografia” esauriente dello stato di disagio e degli umori degli operatori del settore, ma anche indicazioni sulle loro aspettative. Per chiunque si occupi di questi problemi costituisce perciò uno strumento essenziale e concreto.
