Dopo ritardi, silenzi, paure, collusioni una nuova coscienza di Chiesa comincia a crescere di fronte alla terribili sfide poste dalla degenerazione della violenza e del crimine organizzato. Questa maturazione esige da una parte una profonda rilettura critica delle modalità con cui si sono realizzati al Sud i processi di modernizzazione e di secolarizzazione. Dall’altra la necessità del superamento dei modelli ecclesiali di tipo gerarchico che spesso hanno giustificato l’estraneità alle “gioie e speranze, tristezze e angosce” del Sud, se non proprio fornito un supporto ai vari codici mafiosi.
La sua missione profetica e liberatrice impone, dunque, alla Chiesa del Sud l’audacia evangelica della solidarietà e della condivisione con la storia.
Molti sono i soggetti convocati a ricostruire un tessuto positivo di relazioni umane: ad esempio le parrocchie, i religiosi, i laici ma anche le comunità ecclesiali del Nord.
Questo libro è già una testimonianza di come il sud non sopporti più l’esilio della violenza.