AUTOLESIONISMO, STEREOTIPIE, AGGRESSIVITÀ

    La situazione della persona con ritardo mentale grave o autismo molto spesso è caratterizzata dalla prevalenza di comportamenti fortemente problematici, che ci appaiono incomprensibili e drammatici: l’autolesionismo (picchiarsi la testa, mordersi, ecc), i comportamenti stereotipati (dondolarsi, oscillare la testa e le mani, giocare ripetitivamente con oggetti, ecc.) e l’aggressività diretta verso persone o cose dell’ambiente. Queste manifestazioni comportamentali sono state considerate a lungo caratteristiche intrinseche del ritardo mentale e dell’autismo, tratti patologici in larga misura irreversibili ed inattaccabili ad ogni tipo di intervento, sia farmacologico che psicoterapeutico o educativo.
    In questi anni, invece, sono stati compiuti decisivi passi in avanti nella ricerca psicopedagogica, soprattutto per quanto riguarda le modalità diagnostiche e le tecniche di intervento educativo.
    I risultati sperimentali sono molto promettenti: indicano chiaramente la possibilità di poter liberare molte persone con handicap da questi loro vincoli, che li stigmatizzano e li ostacolano nel loro sviluppo, attraverso un intervento educativo complesso e talvolta severo, ma sempre rispettoso del significato profondo di questi comportamenti e del valore della libertà di espressione di ogni persona.