Questa riflessione si propone di indagare sulla legittimità delle attività di guerra nel Golfo, alla luce di alcuni capisaldi di quelle “norme di diritto internazionale generalmente riconosciute” cui si conforma l’ordinamento giuridico italiano (art. 10 Cost.).
I fondamentali quesiti cui si cerca di dare risposta sono: a) l’ordinamento internazionale può consentire una guerra come quella del Golfo che sempre più si identifica con la guerra “totale” ossia tesa all’annientamento della resistenza avversaria, alla distruzione dei requisiti di sovranità dell’Iraq il quale a sua volta ha soppresso lo stato Kuwaitiano, al coinvolgimento ed alla compromissione delle integrità delle popolazioni e di quei valori economici ambientali storici ed artistici che sono patrimonio dell’intera umanità? b) L’ONU non si presenta come “profeta disarmato”. La Carta prevede e disciplina l’uso della forza secondo finalità di pacificazione e di conservazione dei fondamentali valori della convivenza tra i popoli e gli stati (Capo VII).
