Evoluzione tecno-comportamentale e complessità si affrontano e spesso si scontrano, tra presente e futuro, sullo scenario delle compatibilità nelle relazioni uomo-ambiente.
Secondo alcuni il nostro secolo sarà ricordato come l’età dell’informazione, eppure il passato evolutivo della specie umana attuale resta in gran parte emarginato dal flusso di riflessioni educative, interne ed esterne ai programmi scolastici.
Le ragioni del “mosaico ambientale” in cui viviamo, la cui gestione determinerà le risorse future, non vengono adeguatamente utilizzate nell’educazione delle nuove generazioni ad essere adatti a relazioni ambientali in continuo e rapido cambiamento. La capacità di adattamento e la curiosità esplorativa che la promuove sono fondamenti cognitivi alla percezione “vera ed esatta” del nostro modo di essere in relazione all’ambiente: il tempo (misura degli equilibri selezionati e dei cambiamenti) diventa una dimensione di informazioni educative necessarie perché l’enorme e pressoché sconosciuto patrimonio di esperienze evolutive degli ominidi possa fungere da “radici del futuro”.
Tempo e apprendimento, unità cronologiche, itinerari di educazione alla storia ambientale e “luoghi della continuità” possono interagire con “dubbi didattici” e “ricerca–piacere esplorativo”, e ricomporsi nella sperimentazione di parametri didattici capaci di rielaborare il passato come risorsa del futuro.
