Dal dopoguerra a oggi la condizione femminile nel nostro paese è profondamente mutata. È mutato il ruolo delle donne, nuovi modelli femminili di riferimento sono venuti emergendo, le giovani hanno fatto il loro ingresso in studi, occupazioni e carriere, prima a loro precluse. Hanno inoltre preso coscienza del loro valore di genere attraverso la “sfida dell’autorappresentazione”, rielaborando criticamente gli stereotipi e i pregiudizi sessisti, presenti nei modelli educativi proposti e trasmessi dalla cultura dominante, da sempre androcentrica. Per dare conto di questa situazione in movimento si è puntato su un’analisi interdisciplinare che, toccando vari aspetti: legislativo, pedagogico, sociologico (della famiglia e delle politiche occupazionali), massmediologico, storiografico, potesse dare un quadro il più rappresentativo possibile della condizione delle donne. Particolare attenzione è stata prestata alla dimensione educativa, denunciando lo storico “silenzio della pedagogia” circa la segregazione formativa, i ritardi dell’alfabetizzazione e i percorsi scolastici al femminile, l’ambigua dimensione della donna insegnante, sospesa tra tradizione e mutamento, le posizioni assunte dai vari paesi europei per stabilire pari opportunità formative tra ragazze e ragazzi.
Il volume si rivolge a tutte le donne, per dare loro uno strumento utile a svelare le trame sottili e/o violente dell’oppressione socioculturale e di come è venuta a configurarsi storicamente l’educazione al ruolo femminile, onde evitare che esse stesse divengano trasmettitrici acritiche della “grande menzogna sessista”, che tende a presentare il sapere maschile come neutro e quindi universale.
