Storie di ragazzi soli. Soli perché chiusi in una casa di correzione, soli perché abbandonati a se stessi nel difficile passaggio dall’infanzia all’adolescenza, quando la necessità o il desiderio di dimostrarsi “più grandi” genera incertezze, smarrimenti, errori.
Vi è dunque chi deve piegarsi alle tacite regole della criminalità organizzata, chi è costretto a seguire i costumi della propria gente, chi esprime in un atto violento il proprio bisogno d’amare e di essere amato, chi è oppresso dalle aspettative paterne.
A partire dalle sentenze originali emesse dal Tribunale dei Minorenni l’autrice ricostruisce in ogni racconto l’itinerario di una crescita confusa e disordinata, ma le vicende narrate sono anche l’occasione per tratteggiare le condizioni sociali e culturali di alcune aree del nostro paese e i meccanismi nascosti che conducono rapidamente all’emarginazione i soggetti più deboli.
