Richiamare l’attenzione sull’importanza psicopedagogia e didattica del “far teatro a scuola” e sottolineare le molteplici valenze sono gli scopi che si propone il lavoro illustrato in questo libro. L’utilizzo corretto della “drammatizzazione”, inserita organicamente all’interno della programmazione e sostenuta da una seria interdisciplinarietà, permette infatti di raggiungere vari obiettivi della scuola dell’obbligo, sia sul piano educativo-didattico che su quello della socializzazione. Fare drammatizzazione, infatti, implica l’uso della progettualità, dell’analisi, dell’elaborazione, l’affinamento delle capacità linguistiche, abilità che si riflettono sull’apprendimento delle varie discipline. Significa anche, però, coinvolgere una classe in un lavoro dove tutti trovano la propria collocazione e dove tutti sono un po’ protagonisti, anche i ragazzi “difficili” o i portatori di handicap che si sentono così valorizzati al pari degli altri. La prima parte del lavoro, scritta in una forma narrativa brillante e contrassegnata da molti spunti umoristici, e il resoconto fedele delle esperienze condotte dall’Autrice insieme con classi coinvolte nel progetto drammatizzazione. Seguono una parte metodologica, che può servire da guida per l’attuazione di esperienze analoghe, l’esemplificazione della stesura di un copione tratto da una nota fiaba e alcune schede riassuntive che evidenziano obiettivi, metodi e strumenti di lavoro.
