UOMO E POTERE

    Il libro è un viaggio all’interno di due mondi. Il primo è quello delle società “primitive”, “premoderne”, “tecnologicamente arretrate”, le società “altre” studiate dall’antropologia: a partire da quelle del Neolitico, come sono state immaginate dai grandi studiosi dell’Ottocento, fino alle comunità agricole preindustriali dell’Italia contemporanea, descritte e analizzate dagli antropologi di oggi.
    Li Causi intende ricostruire i diversi sistemi in cui esse strutturano la loro vita interna e regolano i rapporti esterni, le forme e le funzioni del potere, le modalità di esercizio dell’autorità.
    Ma, a ben guardare, va osservato che in questa società l’ambito politico è una realtà che continuamente si riarticola, ricombinandosi con i rapporti di parentela, l’economia, la religione. Isolare il politico come pura categoria a sé non è dunque possibile, e una simile difficoltà di classificazione investe sia le strutture formali, talvolta sottratte alle trasformazioni del colonialismo moderno, sia la visione soggettiva costruita nella continuità del tempo. Il secondo mondo che l’autore intende penetrare è quello della storia degli studi di antropologia politica; molti dei nomi che compaiono nel libro sono gli stessi che hanno fatto la storia delle discipline etno-antropologiche più generali, da L.H. Morgan a E.E. Evans-Prichard e oltre.