A partire da una ricognizione storica e culturale sulle modalità della sua introduzione nella scuola italiana, questo volume inquadra le problematiche della programmazione educativa e didattica nel contesto della recente legge di riforma degli ordinamenti della scuola elementare. In tale ambito, la programmazione viene presentata come strumento irrinuciabile per una scuola che non voglia trasformare l’ipotesi dei moduli in un modello parcellizzato di insegnamento, ma piuttosto intenda cogliere l’occasione della riforma per affermare la dimensione di un sevizio educativo che sappia coniugare l’istanza disciplinare con quella interdisciplinare, i saperi scolastici con quelli ambientali, la pluralità delle figure insegnanti e l’unicità del progetto educativo.
