Il libro di Renato Pigliacampo ha il merito di affrontare in forma di racconto temi e questioni poco note al grande pubblico e che, pure, riguardano da vicino la condizione di tante persone non-udenti.
Il protagonista della vicenda, Roberto Deogratias, è infatti un giovane sordo che ha deciso di battersi contro l’ipocrisia e il giogo del tiranno di Thulcandra, antico padrone della Terra del Silenzio; battersi contro i suoi dirigenti e miliziani e sconfiggere l’’intrico di convivenze che a Thulcandra, dietro l’apparente tutela dei cittadini opera in realtà per l’esclusivo mantenimento dei privilegi, del potere nelle mani di pochi.
L’obiettivo di Roberto è duplice: abbattere i condizionamenti psicologici e politici attraverso i quali il tiranno manipola a proprio vantaggio la minorità dei suoi sudditi non-utenti; collaborare con tutte le persone oneste, dentro e fuori la terra di Thulcandra, e far sì che i propri fratelli riescano ad appropriarsi di una lingua e di una cultura divenute indispensabili per la costruzione di un nuovo futuro, d’una libertà giusta. Questo futuro e questa libertà, Roberto ne è certo, non apparterranno soltanto a chi possiede tutti e cinque i sensi, ma anche e soprattutto a quanti saranno in grado di utilizzare al meglio l’intelligenza e la cultura della solidarietà.