Il volume raccoglie le omelie del padre servita videoregistrate da Salvatore della Monica a partire dall’anno liturgico 1989 fino ai primi mesi del 1990. come gli antichi diffidavano della parola scritta, perché la ritenevano immobile è necessario che il lettore apprezzi i testi anche per questa oralità che significa immediatezza e al tempo stesso timbro antico, caratteristica istintiva che risale a tempi lontani. La stessa voce di padre Turoldo, per tono e profondità, era inconfondibilmente legata al suo dire. Parola che esce dal palazzo e dal Tempio e che diventa grido. Simile alla grande intuizione del laico Pasolini: quelle beatitudini gridate nel suo “vangelo” secondo Matteo” proprio perché nessuno le possa catturare e possedere.