Olga è una ragazza affetta da sindrome di Down, una specie di “angelo” una persona complessa che, se ha una deficienza intellettuale, ha comunque una grande efficienza fisica, buoni rapporti con gli altri, naturali sentimenti di altruismo, bontà, amore per la pace sociale, allegria, creatività verbale e sensibilità musicale. Una pienezza di spirito per cui l’espressione “ritardato psichico” è un autentica barbarie. Ragazzi come Olga hanno solo un difetto diagnosticato scientificamente, una differenza da rispettare senza disprezzo e pregiudizi squalificanti. Hanno bisogno di genitori normali, solidali, pieni di gioia di vivere e non angosciati e tristi, che accettino la fatalità statistica senza ossessionarsi e autocommiserarsi, e organizzino praticamente in modo positivo la vita familiare. L’universo culturale di Olga è più ristretto ma è grande la qualità dei suoi sentimenti. Da lei impariamo che essere “subnormale” non è un insulto, come se la sua non fosse vita umana; anzi, il “diverso” ha un’umanità speciale e profonda.
Questo volume ne fa un ritratto attraverso le affettuose e serene lettere del padre, famoso giornalista spagnolo.
