“Non si tratta di ricercare improprie e improduttive vie di mezzo tra ideologie contrapposte, scrive Livio Pepino nell’introduzione di questo volume, ma di sviluppare la riflessione e gli interventi con riferimento alla persona e alle sue esigenze piuttosto che alla sostanza. Così orientata, una analisi non preconcetta coglie immediatamente l’eterogeneità delle tossicodipendenze e il loro radicamento – nella grande maggioranza dei casi – in situazioni di disagio e di sofferenze (pur tra loro diverse). Di qui la percezione che non esistono “bacchette magiche” o “pillole antidevianza” e che un intervento nel settore non può avere modelli standard validi per tutti, ma deve accettare le molte strade con l’unico, irrinunciabile discrimine del rispetto della persona…”.
Provocatorio e convincente, il libro, che è il primo nel mondo a occuparsi del tema della riduzione del danno, è un importante contributo al dibattito sulle forme future dei sistemi di controllo dei consumi di droghe.
