La formazione e le sue strategie costituiscono forse l’unica risposta avanzata che la nostra società potrebbe dare per trasformare i problemi posti dall’immigrazione degli extracomunitari nelle grandi aree urbane in un effettivo processo di sviluppo, al di là di misure puramente assistenziali o repressive. Questo richiede di considerare i temi della multietnicità e della multiculturalità in una prospettiva autenticamente pedagogica, allo scopo di realizzare innovazioni di metodo, di organizzazione e di struttura, riguardo in particolare ai corsi di formazione professionale. Non si tratta semplicemente di migliorare gli attuali interventi e contenuti formativi adeguandoli di volta in volta a una nuova utenza. Occorre inoltre ripensare costitutivamente il nesso tra storia di vita e storia di formazione nel periodo antecedente l’immigrazione da un lato, la sua ricaduta su quello tra esperienze di vita ed esperienze di formazione nel periodo successivo dall’altro. L’intento è giungere a delineare requisiti innovativi capaci di tenere nel debito conto e di elaborare adeguatamente un tale scenario di “migrazione educativa”, vale a dire di una vera e propria “migrazione interna”, sullo sfondo del gioco variegato dei diversi modelli culturali di riferimento in situazione di rapporto formativo tra mondi etnici diversi.
La “migrazione educativa” è una ricerca svolta su iniziativa del Centro nazionale di prevenzione e difesa sociale per conto dell’Assessorato all’istruzione e alla formazione professionale della Regione Lombardia.