Quest’opera di Istrati è un classico della cultura del dissenso. Scoperto da Romani Rolland, il celebre musicologo impegnato sul fronte pacifista e, di lì a poco, su quello antifascista.
Sostenitore delle idee socialiste, ma che intanto ha avuto modo di visitare la grande Unione Sovietica, pubblica a Parigi Vers l’autre flamme: la denuncia profetica di come quegli ideali di fratellanza e di solidarietà non dovessero ridursi alla falsa alternativa fra “comunista” e “anticomunista”.
Come tutti gli ideali, anche questo rimane una chimera, un desiderio intoccabile, che può essere sentito e intuito, però mai raggiunto. Questa è la dannazione che portano dentro di loro gli eroi di Panait Istrati, e il loro destino diventa così un vero motivo poetico svolto in un quadro nostalgico, che ricorda sempre i vecchi miti sacri ora degenerati in canti tristi-tragici. I temi principali dell’opera sono: confessione per sconfitti; il viaggio; il caso Russakov o l’URSS di oggi; conclusioni per combattenti; testimonianze per la libertà; per avere amato la terra.