In questo libro si intrecciano, in modo tragico ed esaltante, due vicende: la nascita di un nuovo Istituto missionario, a Parma, sul finire del XIX secolo, e la crisi dell’antico impero cinese, che nello stesso periodo comincia a sgretolarsi sotto il violento impatto economico, culturale e militare dell’Occidente.
Due vicende diverse e lontane, legate fra loro dal filo rosso della missione che vuol essere ed è gesto di amore per quelle genti lontane, ma viene interpretato come un ulteriore, diverso atto di conquista.
Protagonisti di questo incontro: da una parte, mons. Guido Maria Conforti, fondatore dei missionari saveriani, e i suoi primi “figli”, padre Caino Rastelli e il diacono Odoardo Manini, inviati per l’annuncio del Vangelo ai fratelli cinesi; dall’altra, l’imperatrice Tscshi, il suo fedele ufficiale Yuhsien, la società segreta dei Boxers e il grande, civile ma esasperato popolo cinese.
La prima missione Saveriana ha il suo culmine nella morte, per patimenti e malattia, del P. Caio Rastelli, cui segue il rientro di Odoardo Manini. Un fallimento, all’apparenza, ma che rinvigorisce in mons. Conforti e nel suo Istituto l’amore per la Cina e l’impegno a dedicarvisi con tutte le forze.
