L’autore iniziò il libro durante il collasso dell’economia sovietica e mentre il capitalismo cantava vittoria.
Nonostante questo Preston parla delle ambiguità del capitalismo, anche se lascia trasparire una eccessiva fiducia nel mercato; ma ha ragione quando afferma che sull’economia c’è molta ignoranza anche in campo sociale cristiano.
Il libro comincia con una critica del capitalismo, prima di esaminare il fallimento del marxismo e l’economia di mercato sociale di molte nazioni europee. Poi esamina e critica varie errate affermazioni cristiane sull’argomento tra cui quelle della Nuova destra, del Consiglio Ecumenico delle Chiese, di noti professori di teologia, e dell’insegnamento sociale della Chiesa cattolica.
La parte centrale del libro è dedicata all’uso e abuso della Bibbia e della dottrina sociale cristiana in questioni economiche. Dopo aver esaminato il distacco esistente tra il Primo e il Terzo Mondo lo scritto termina suggerendo le possibili basi di una teoria sociale più adeguata.
