Le teorie economiche non sono strumenti neutrali di conoscenza, dal momento che inducono comportamenti negli uomini. Non trasmettono, cioè, solo risultati di esperimenti o di simulazioni; sono anche strumenti di modificazione degli assetti economici e sociali esistenti. Ecco perché l’economia deve intrattenere uno speciale rapporto con l’etica. E’ per questo che l’economia deve tornare a fare i conti – come già accadeva ai suoi albori disciplinari – con la dimensione etica del proprio oggetto di studio, tanto più oggi quando un fermento emblematico dell’epoca è il bisogno di un nuovo senso etico, considerando però, il duplice etimo della parola etica: costume e dimora. L’Autore è persuaso che siano necessari entrambi i sensi, dal momento che il bisogno di un nuovo consenso etico non implica solo il bisogno di riscoprire delle norme di comportamento, di una più avanzata prassi del vivere civile. Quel che in più si richiede è che queste regole siano rapportate ad un’ultima dimora, ad un orizzonte di senso. E’ su tale sfondo che vanno letti gli studi raccolti nel volume.
