L’autore ripercorre le varie concezioni di intervento pubblico che sono state attivate in psichiatria dagli inizi dell’epoca moderna fino ai nostri giorni. Il volume è rivolto a studenti, operatori sociali e sanitari che si accostano alla problematica della malattia mentale con un’attenzione specifica alla percezione sociale, storicamente determinata, del disagio psichiatrico, collegandola alle diverse ideologie e concezioni scientifiche che hanno poi improntato i testi legislativi e le forme organizzative dei servizi psichiatrici nelle varie epoche storiche.
Nel passaggio dagli ospizi-contenitori del Seicento al manicomio lombrosiano degli inizi del secolo fino alle strutture odierne che cercano di inserire il trattamento del malato di mente nel tessuto comunitario, si coglie la realtà della rappresentazione sociale della malattia mentale corredata da una serie di pregiudizi, di timori, dalla scarsità di certezze in relazione alla sua eziologia e da tentativi terapeutici più o meno fondati dal punto di vista scientifico.
