Questo testo contiene diversi interventi tesi a ricordare la gravissima persecuzione nazista perpetrata ai danni di pazienti ebrei del manicomio di Trieste, che furono prelevati il 24 marzo 1944 dalle SS e inviati ai campi di sterminio.
gli interventi inoltre, si estendono su aspetti più generali, denunciando le responsabilità degli psichiatri tedeschi che furono conniventi con il sistema nazista nella scelta di sottoporre ad “eutanasia” persone le cui vite “non erano degne di essere vissute”.
Il libro esprime un punto di vista interessante e tragicamente attuale sui rapporti tra ideologia, neutralità della scienza e processi politico-sociali. Esso rappresenta inoltre, contro ogni perdita di memoria storica, una rinnovata denuncia dei crimini di pace e di guerra e una ferma condanna contro ogni forma di discriminazione e internamento.