Analizzando il rapporto fra mass-media e solidarietà, questo libro concentra l’attenzione su due obiettivi: Il primo tenta di compiere, una riflessione ad alta voce circa la possibilità di condurre un’educazione alla solidarietà attraverso i mezzi della comunicazione sociale, nel rispetto delle regole proprie di tali mezzi, sapendo cioè che il giornalista deve, in primis, fare i conti con un editore e con un pubblico. Il secondo vuole aiutare il mondo della solidarietà, l’arcipelago frastagliato e ricchissimo del volontariato, a comprendere il valore e le potenzialità dei mass media, i rischi insiti nel loro utilizzo, abbandonando vecchi e talvolta ingiustificati sospetti e diffidenze, senza con ciò cadere in nuove e pericolose infatuazioni per gli strumenti di comunicazione di massa che una tecnologia in continua e sorprendente evoluzione ci va proponendo.
